Domenica 20 Maggio si è svolta a Nuoro, nella palestra della Parrocchia S. Domenico Savio dei Salesiani, la Giornata Regionale dei Giovani. Il tempo ha dettato i tempi e le modalità del raduno regionale, ma certamente la provvidenza non ha abbandonato gli oltre 2400 giovani proveniente dalle comunità parrocchiali, dai gruppi e dai movimenti. Una grande festa, ricca di “sapore ecclesiale”, di un profondo desiderio di unità e amicizia, di una fede condivisa con l’originalità e la spensieratezza dei giovani. Il mal tempo sembra ormai contrassegnare le iniziative ecclesiali per i giovani, come dimenticare la veglia a Madrid della Giornata Mondiale della Gioventù celebrata nell’Agosto del 2011. Ciò che però fa da comune denominatore è il desiderio di questi giovani di incontrarsi oltrepassando agevolmente le avversità atmosferiche.

Si potrebbe dire che il sole non c’era, eppure era presente seppur offuscato dalle nubi; il suo calore si sentiva, nonostante il vento freddo facesse battere i denti. Il sole c’era e c’è, ma per poterlo raccontare c’è bisogno di avere “lingue nuove”. È questo l’invito che Mons. Mosè Marcia – Vescovo di Nuoro e delegato per la C.E.S. alla cura della pastorale giovanile e familiare regionale – ha lanciato a tutti giovani nell’omelia della Messa da lui presieduta e concelebrata dagli altri Vescovi sardi. “Parleranno lingue nuove… non un linguaggio di morte come a Bridisi con la morte di Melissa Bassi, 16 anni o come il 17 maggio del 1935 con Antonia Mesina, 16 anni. Sarà invece un linguaggio di vita, sarà parlare lingue nuove di benedizione, di amore, di pace. Sarà la novità della grazia che guarisce il male antico. Antonia Mesina di Orgosolo, oggi beata, a 16 anni, per difendere un valore, la sua purezza – oggi è davvero parlare lingua nuova – morì sotto 74 colpi di pietra… difendere un valore è ancora parlare una lingua nuova. Cari giovani non abbiate paura, andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Sia l’Eucaristia la vostra forza, la carità, l’amore il vostro sigillo. Maria, donna dei nostri giorni, donna del silenzio e del servizio, donna di cui non si parla mai abbastanza, sia compagna di viaggio, ci tenga per mano”. Queste lingue nuove sono state l’input di ogni momento della giornata: dalla celebrazione della “via lucis” guidata sapientemente dai giovani di tutte le Diocesi sarde; dall’animazione guidata da Andrea Carretti dell’Hope Music del servizio nazionale per la pastorale giovanile e animata dai giovani seminaristi del seminario regionale di Cagliari, dagli animatori della Parrocchia di San Giuseppe di Alghero, dagli OverGen di Macomer; alla Messa accompagnata dal coro interdiocesano, per arrivare alla splendida esperienza offerta dal musical “il Risorto” messo in scena dai giovani della Diocesi di Ales Terralba guidati da don Massimo Cabua e don Giovanni Cuccu.

Questa giornata regionale restituisce alla Chiesa Sarda una pastorale giovanile più consapevole che domanda, a tutti noi, un rinnovato impegno a favore dei giovani che bussano alla porta delle comunità cristiane chiedendo ospitalità, conforto e accompagnamento nelle piccole e grandi scelte della vita. Siamo chiamati a costruire una pastorale capace di tessere percorsi che aiutino le nuove generazioni a crearsi e a testimoniare nel tempo la lingua nuova del Risorto, quella capace di difendere i grandi valori della vita. La via è quella dell’esperienza! La fede si accoglie per contagio e fiducia e questi due fenomeni si vivono solo ed esclusivamente in comunità cristiane che vivono la comunione. Abbiamo iniziato la via lucis cantando: “la strada si apre, passo dopo passo…”. Continuiamo insieme a testimoniare il passo giusto della fede.

I responsabili di PG delle DIOCESI SARDE

Eh si, nonostante il cielo grigio abbia coperto il sole, per noi domenica 20 Maggio è stata una vera giornata di luce, illuminata dalla gioia di vivere. “La rivoluzione “pacifica” dell’Amore, che la nostra fede ci porta a vivere ogni giorno, è contagiosa”. Con questa consapevolezza, domenica 20 Maggio, noi ragazzi della diocesi siamo tornati nelle nostre case dopo una intera giornata trascorsa a Nuoro insieme a tanti altri giovani pervenuti da tutta la Sardegna. La Giornata Regionale dei Giovani  ha portato nel centro barbaricino tanti ragazzi che, con un po’ di fatica e spirito di adattamento, hanno voluto partecipare all’evento, desiderosi di incontrare e scoprire un Dio di gioia che si manifesta soprattutto attraverso l’amore per il prossimo.

La giornata è stata una vera festa così come solo i giovani possono e sanno fare. L’allegria è stata il vero motore che ha caratterizzato ogni momento di questa particolare domenica. Per molti di noi che sono stati l’estate scorsa a Madrid perla GMGè stato come fare un tuffo nel passato: risentire ancora quella pioggerellina che accompagnava i nostri passi mentre giungevamo alla palestra dove abbiamo trascorso tutta la giornata, ci ha riportato alla mente la grande emozione di quella Veglia. Nonostante il tempo non sia stato infatti nostro alleato, così come a Madrid, abbiamo dimostrato che non è certo la pioggia a fermarci! E’ stato un peccato non poter fare il percorso fino alla statua del Redentore sul Monte Ortobene e farela Via Lucisin una così bella cornice naturale, ma la giornata è stata un successo al di la del tempo. Forse Dio ancora una volta ci ha voluto dimostrare che nonostante le avversità del mondo, Lui può fare delle nostre vite un meraviglioso capolavoro.

Stupisce ogni volta pensare a come molti giovani non vadano in Chiesa perché si “annoiano” mentre noi siamo testimoni del fatto che non è così e lo siamo grazie a queste giornate.

La Chiesaè giovane! E queste giornate non fanno altro che rafforzare questa nostra idea, oltre che unirci sempre di più.

Una fantastica animazione ha guidato tutta la giornata, ad iniziare dai seminaristi che ci hanno fatto ballare e divertire, per continuare conla Via Lucische è stato un altro bellissimo momento di gioia e fraternità. Ogni stazione è stata animata da letture e canti eseguiti da un gruppo rappresentante le 10 diocesi sarde. Anche noi abbiamo dato il nostro contributo animando  con gioia e semplicità questo momento. E’ stato molto bello vedere tutti quei giovani uniti per cantare e ballare le stesse canzoni; è stato come sentirsi davvero parte di un’unica e grande famiglia, nonostante la maggior parte delle persone le vedessimo lì per la prima volta. Quello che ci rimane sempre da questi importanti eventi è la certezza di non essere soli, ma di far parte di una comunità unita in Cristo.

Il pomeriggio è stato un lunghissimo momento di festa e balli animati da tanti giovani che hanno messo la loro voglia e il loro tempo a nostra disposizione per farci divertire. Non ci siamo fermati un attimo!, e tutti nella palestra sembravano animati da questo spirito di allegria e gioia che ci portava a ballare, cantare e giocare, seguendo gli animatori.

La giornata si è conclusa conla S.Messa.Il momento forse più emozionante è stato vedere entrare le due statue della Madonna e di Gesù Risorto nella processione d’ingresso. L’animazione liturgica è stato uno dei più importanti punti di forza di questa giornata. I canti scelti sono stati davvero in grado di unirci tutti e di farci pregare nella maniera migliore. Le parole del Vescovo di Nuoro, Mons. Mosè, sono state poi il coronamento perfetto a questa giornata. Egli ci ha spronato ad essere dei veri testimoni, guardando soprattutto all’esempio di Beati come la nostra conterranea Antonia Mesina, e come il grande promotore e ideatore di queste giornate dei giovani, Papa Giovanni Paolo II. “Con gli occhi e il cuore verso il cielo, ma i piedi bene radicati nella terra e nella storia”: è questo ciò che la giornata del 20 Maggio ci ha insegnato, è questo ciò che siamo chiamati ad essere e a fare. Avere come meta il cielo, ma vivere e contagiare il mondo con la nostra giovane allegria! 

Valeria e Valentina (B.V. di Valverde, Iglesias)

“Fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo! (Ef 4,13)

Ho titolato questo mio dire con il versetto 13 del capitolo 4 della Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini.Lo abbiamo ascoltato proclamato nella seconda lettura della Liturgia della Parola proposta alla nostra meditazione nella domenica dell’Ascensione, la domenica appena trascorsa, la domenica che, ogni anno, apre la settimana di attesa del dono dello Spirito Santo perla Chiesadi Gesù, effusione sublime che lava ciò che è sporco d’egoismo, raddrizza le vie tortuose dei cuori, bagna di rinnovata vita ciò che sta per morire, facendovi rinascere la Speranza.

Nel versetto 13 è racchiusa l’esperienza vissuta a Nuoro da più di duemila ragazzi e ragazze nell’ambito della GRG (Giornata Regionale Giovani), organizzata dagli Uffici di Pastorale Giovanile delle Diocesi sarde. Molti di noi, per raggiungere la meta dell’incontro, si sono svegliati prima dell’alba, quando ancora era buio, e non hanno potuto distinguere l’umore del cielo…

Sembrava bagnare il nostro capo un velo di rugiada, che, col trascorrere delle ore, si è fatto corposo, fino a divenire pioggia, premonizione forse dell’incedere ritmico degli scrosci che avrebbero accompagnato la preghiera della Via Lucis (meditazione di alcuni brani evangelici della Risurrezione), i giochi e lo “sciallo” dei divertimenti,la Celebrazione Eucaristica, il recital, lo stare insieme nel nome di Gesù.

“Raggiungere la misura della pienezza di Cristo”  è imparare ad accogliere anche la pioggia come benedizione, perchè essa è quasi un paradigma della vita, delle pagine più plumbee ed incomprensibili, di quelle che vorremmo cancellare, delle pagine nelle quali si fa fatica a cogliere il senso e che tuttavia ci sono, pagine che bisogna continuare a scrivere…

Era ben visibile, a tal proposito, all’interno della palestra dei Salesiani che è stata la nostra “casa comune” tutto il giorno, appeso alla ringhiera degli spalti, uno striscione con la seguente dicitura: “Vicini ai giovani di Brindisi e a Rossella”.

Ecco cosa può significare per i giovani raggiungere l’uomo perfetto, la misura della pienezza di Cristo: nonostante gli sconvolgimenti del mondo, nonostante spiri la violenza che sembra uccidere in modo così gratutito le vite innocenti e, con esse, il futuro della nostra Terra – prendo spunto dai recenti fatti di cronaca – c’è la volontà di costruire sui valori della comunione e della solidarietà; c’è la forza, che viene da Dio e non da noi, che ci fa andare avanti e credere nella possibilità di una civiltà alternativa: una civiltà dell’amore, della giustizia, della legalità, dell’amicizia, della gioia, della semplicità, dello scambio culturale, del rispetto e della stima vicendevoli, una civiltà del perdono, della pluralità come risorsa e non come problema.

Questo, i giovani radunati a Nuoro l’hanno pregato, cantato, ballato; questo l’hanno significato con il loro esserci in toni e colori diversi, in silenzi carichi di intensa partecipazione e in grida di esultanza per farsi sentire, per essere provocazione, per essere, come il Figlio dei Figli, che siede alla destra del Padre, figli della destra di Dio, figli di buon auspicio, partoriti dalla Storia di questo tempo che sembra esalare gli ultimi respiri come la biblica Rachele, la quale, sulla via verso Efrata, cioè Betlemme, prima di morire, dà alla luce il figlio del suo dolore (Ben-Oni), che Giacobbe ribattezza con un nome equivalente a un sogno (Beniamino, figlio della mia destra), con un nome che spalanca una missione (sedere alla destra di qualcuno significa avere la stessa natura, la stessa dignità e lo stesso potere di colui che siede al centro).

Perciò, i giovani, frutto del parto difficile di questa Storia fatta di incertezze e fragilità, sono chiamati a divenire quell’augurio di bene per l’intera comunità: Beniamino compie la pienezza dei figli di Israele; così i giovani, con la loro presenza sbarazzina, vitale, esplosiva, fantasiosa, creativa, credente, raggiungono la misura della pienezza di Cristo, cioè compionola Chiesa: sono il suo motore, il suo cuore.

E il cuore è la casa per l’Amore, la valva che custodisce l’identità di una persona, di un gruppo, di una istituzione, lo scrigno che conserva ciò che c’è di più prezioso e di più unico.

Ciò che c’è di più prezioso e di più unico, così come preziosi ed unici sono i giovani…

Suor Barbara

Il  giorno 20 maggio 2012, tutti i ragazzi della Sardegna si sono riuniti a Nuoro in un’unica festa per celebrare l’unità tra i giovani senza distinzione nei vari movimenti cattolici e stare insieme in nome di Gesù, rendendo questa giornata unica nella preghiera, in cui i protagonisti siamo stati noi ragazzi.

La giornata è trascorsa in una solennità continua; senza tralasciare il piccolo inconveniente della pioggia che non ha permesso lo svolgimento della via crucis verso il monte Ortobene, ma questo accaduto non ha spento il nostro animo gioioso e allegro.

Tutte le attività dunque vengono svolte all’interno della palestra, compresa la via crucis, con il susseguirsi delle dieci stazioni, accompagnate dai canti eseguiti dai coristi e musicisti che rappresentavano le diocesi di tuttala  Sardegna. Il pomeriggio di festa è stato animato da interventi musicali da parte degli OverGen di Macomer e da altri gruppi che si succederanno sul palco, dandoci il piacere di poter cantare e cimentarci in balli simpatici e divertenti. Ma senza ombra di dubbio il momento più suggestivo è stato quello della solenne Messa, alla presenza dei Vescovi sardi e l’intervento dei giovani rappresentanti di tutte le diocesi. Ma non solo, noi abbiamo dimostrato la nostra partecipazione, grazie alla presenza di circa tremila persone che hanno dato il cuore, e tutto l’amore che possono offrire a Gesù in questa giornata di pace e fratellanza.

Voglio concludere con delle parole espresse da Giovanni Paolo secondo durantela GMGdel duemila:

 << Cari giovani del secolo che inizia, dicendo SI a Cristo voi dite SI ad ogni vostro nobile ideale >>

io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell’umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.>>

 Riccardo Spiga e Chiara Froldi

  

Partenza programmata per le ore 6:00. Pioggia in previsione. Neppure queste due note stonate son riuscite a fermare i ragazzi che da tutta la Sardegna si sono recati a Nuoro per la Giornata Regionale dei Giovani. Un vero inno alla Vita. Tanti cuori giovani lieti di stare insieme , accomunati dalla stessa Forza:  Gesù . E si , perché in questo mondo così pieno di odio, di violenza, di ingiustizie, quello che serve davvero ai giovani è la Speranza. La speranza che solo un cuore pieno di Gesù può dare. E i giovani lo hanno capito bene. Il mondo che ci circonda può darci tanto. Lo si può cambiare. Ma non nel modo con cui è stato cambiato fino ad’ ora. Ma riempendolo d’amore come vorrebbe Gesù. Il futuro che ci attende non è così buio come pensiamo. Non siamo soli. Il Signore ci è accanto sempre, anche in questi giorni così tristi e macchiati da tutte le cattive notizie che danno alla tv . E proprio ieri, con la gioia e la speranza negli occhi, i ragazzi hanno dimostrato che il male non vincerà mai se non lo permettiamo. Gesù è gioia e solo seguendo i suoi insegnamenti possiamo essere felici. Ci sono ancora giovani capaci di godere ogni attimo come un dono prezioso di Dio. Ci sono tanti ragazzi che hanno ancora dei sani principi e dei valori puri. Ci sono tanti ragazzi che amano la Vita e la rispettano. Proprio come vuole Gesù. Queste giornate ne sono la dimostrazione. La droga, l’alcool, l’odio non hanno pervaso il cuore di tutti. Perché stare vicino a Gesù ci rende persone speciali e ci allontana da tutte quelle cose che alcuni ritengono “libertà ed evasione” , ma che non sono altro che catene da cui è difficile liberarsi, perché rendono schiavi e privano l’uomo di ogni forma di dignità. I giovani che amano Gesù sono liberi e felici. Cantano e Ballano anche quando fuori piove. Proprio come ieri. C’era freddo ma l’amore di Gesù ha riscaldato tutti. Il cielo era cupo. Il sole era nascosto dietro le nuvole piene d’acqua. La nebbia ha nascosto tutti i colori della Primavera. Ma a Nuoro, nel cuore dei giovani, era già estate. Nessuna paura per gli ostacoli che si incontreranno durante la vita. Gesù è una botte di ferro. Chi è con Lui è al sicuro. Chi non ha paura di spalancare il cuore a Cristo scopre la vera Felicità. La felicità che anima la vita dei Giovani come quelli radunati ieri a Nuoro.

 Maria Elena e Nicola (Beata Vergine Assunta, Domusnovas)