Nella chiesa S.Maria Goretti di S.Antioco, gremita di fedeli, il Vescovo ha aperto oggi solennemente quest’ anno della fede indetto dal santo padre. La nostra Diocesi si è riunita intorno al suo pastore per pregare insieme all’insegna dell’unità, unendo i presbiteri e i fedeli di tante parrocchie sulcitane. All’interno della Santa Eucarestia il Vescovo, attraverso le mani dei 4 vicari foranei, ha voluto simbolicamente consegnare a tutti i presenti il Credo, con una immaginetta recante il testo simbolo della nostra fede. «Come  al  giorno  del  nostro  Battesimo,  quando  tutta  la  nostra  vita  è  stata  affidata  alla  regola dell’insegnamento (cfr. Rm 6,17), accogliamo il Simbolo della nostra fede, la quale dà la vita. Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo:  “Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo” (Sant’Ambrogio)» (CCC197). Questo per sottolineare l’importanza della Fede vissuta con profondità e mai data per scontata. Tutti noi dobbiamo compiere un atto di volontà e proclamare ciò in cui crediamo con convinzione per permettere a noi stessi prima di tutto, ma soprattutto ai fratelli che incontriamo, di accogliere questo Dono e trarne la Vita vera. “Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede, ha detto oggi il Papa: un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione”.

Dopo la Santa Messa, tutti i presenti si sono poi disposti in processione con una suggestiva fiaccolata, verso la Basilica di S.Antioco Martire. Arrivati nella piazzetta, don Carmine Mura ha proposto una riflessione sulla storia della nostra Chiesa diocesana, nata proprio in quest’isola. In seguito si è potuto procedere alla venerazione delle reliquie del santo patrono e, dopo la solenne benedizione del Vescovo, visitare le catacombe. Vi auguriamo un fruttuoso anno della Fede, lasciandovi con un’ultima esortazione del Papa: “Ritengo che la cosa più importante, specialmente in una ricorrenza significativa come l’attuale, sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell’anelito a riannunciare Cristo all’uomo contemporaneo”. Amen!